care Donne,
è un po' che non scrivo causa problemi di cuore. E è su quelli che verte la mia riflessione di oggi. Tutti vogliamo essere felici, tutti vogliamo in fondo "il Natale con la neve" cantava Vasco.
Quando conosciamo una persona, più passa il tempo più si comincia a creare una sorta di scenario, di film proiettato al futuro. Lo facciamo tutte. L'amore fa questo effetto. Cominciamo ad immaginarci con la persona con sui stiamo, sposate, magari con figli, o ancora immerse nell'idillio dell'amore.
Cerchiamo di frenarci, cerchiamo di rimanere con i piedi per terra...ma ad un certo punto caliamo le braghe, molliamo gli ormeggi, chiamatelo come più vi piace, cominciamo a fidarci. Cominciamo a convincerci che il mondo non è bruttissimo, e che forse il principe esiste.
Passa il tempo...cominciamo a pretendere, a dare per scontate le cose, le nostre aspettative si alzano dall'1% al 100% in pochissimo tempo...e scatta la maledizione dell'aspettativa. 100% aspettativa, 100% rischio. quale rischio? DELUSIONE.
Ci sentiamo tradite, arrabbiate, ma come lui? ma come stava andando tutto così bene, cosa è successo? ecco non mi vuole più, oppure non lo voglio più io.
Non funziona così.
La delusione è un nostro problema, è il nostro rischio. La delusione non esiste in sé. E', infatti, un'opinione. Ebbene sì. Commettiamo un grosso errore ad arrabbiarci con l'altra persona, perchè non è colpa sua. E colpa nostra, che abbiamo permesso alle nostre aspettative di guidarci, di prendere il sopravvento. E' molto semplice: no aspettativa, no delusione.
Gli uomini rimangono spesso colpiti dalle nostre reazioni o accuse, non capiscono quale sia il problema.
Hanno ragione loro, il problema è solo nostro. Non è giusto accusare l'altra persona per un nostro errore di valutazione.
Inoltre la delusione può provenire dal fatto che ci rendiamo conto di "averci visto male", di avere fatto male i conti e di aver pensato che l'altra persona fosse e potesse darci quello che volevamo. Altro errore solo nostro, che si basa sempre sull'aspettativa.
La parola DELUSIONE viene dal latino delusus, che vuol dire prendersi gioco, schernire,deridere.
Che strano eh?
E' proprio questo che accade, l'aspettativa ci prende in giro, ci confonde.
Insomma noi vediamo quello che non c'è e lo vediamo come vogliamo noi.
E' come un serpente che si insinua al primo sorriso scambiato, e cresce, cresce finche ci domina e ci convince.
Dove sta scritto che una persona DEVA comportarsi come noi ci siamo immaginate?
E dove sta scritto che una persona se non si comporta così, DEVA pagare?
DA NESSUNA PARTE.
Non pensate che il fatto che per ciascuna di voi ci sia un codice sottointeso che le persone devono seguire, valga. Non c'è nessun piffero di codice.
Ma...c'è un bel MA grande come un monte.
La delusione porta soffrenza. Quella fitta in mezzo allo stomaco, non è fame...
Si sta male. Anche parecchio se l'aspettativa era grande. E non c'è niente che tu possa fare, reagire non servirà a nulla, nè a cancellare il gesto, né a cambiare l'altra persona. Prima o poi tutti ci deludono.
Madri, padri, fratelli, sorelle, amici, fidanzati...TUTTI.
Il difficile sta nel non reagire, nel non abbandonarci alla rabbia.
La filosofia cinese distingue tra rabbia calda, e rabbia fredda (se non mi sbaglio).
La rabbia calda è quella istintiva, che ci viene da dentro, incontrollata, e inconscia, quella che ci fa dire e fare troppo. Quella fredda è il risultato del riverbero del colpo dentro di noi, in modo da capire il perché, e il suo significato profondo.
Ci sono sempre due ragioni, la mia e quella degli altri.
La rabbia e la delusione son sorelle. Una segue l'altra, portandoci in un vortice autodistruttivo che ci corrode.
Bisogna imparare a stare sulla sedia bollente, aspettado che si raffreddi. A abbracciare l'emozione negativa, senza provocarne un'altra come la rabbia; a stare male, fermi, aspettando che si raffreddi tutto.
La rabbia non ci fa stare meglio. Copre il dolore della delusione, ma quel dolore ci serve per crescere. Ci serve tutto. Non per imparare a vedere le cose in anticipo e a scappare, no. Nella vita bisogna dare, amare e crederci.
Ci serve per imparare a incassare il colpo senza accartorciarci come foglie, o scoppiare come petardi.
La vita è una burlona. Ci prende per il culo, lo farà sempre.
Le nostre emozioni sono prezione, è ciò che ci rende vivi. Anche quelle brutte. Non diamole così in pasto al mondo, sono nostre, solo nostre.
Cià
Eloisa
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